TROPPA FIUMICINO PER IL SAN NILO

 

Supernova Fiumicino - San Nilo Grottaferrata 88-57

Parziali: 26-21 / 20-13 / 22-12 / 20-11
Fiumicino: Grilli 12, Fanti 9, Diedhiou 6, Tebaldi 7, Martino 14, Staffieri 5, Allodi 15, Moyer 8, Marchetti, Babilodze 12; Coach Bonora

San Nilo: Chiminello, Permon 12, Marrocchi n.e., Villamaina 2, Ridolfi, Reali 5, Spinosa 6, Oliva 19, Ferrando n.e., Corvo 5, Brenda 6, Proietti 2; Coach: Busti

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Sconfitta larga e praticamente mai in discussione per la Serie B del San Nilo, che sul parquet del PalaSupernova - con ogni probabilità - vede svanire le ultimissime chance di agguantare la salvezza diretta, battuta senza particolari difficoltà dalla corazzata Fiumicino. Gara che di fatto non c’è quasi mai stata: al di là dell’infortunio di Chiminello (appena 4’ minuti giocati), abbastanza evidente la superiorità di Fiumicino, avanti nel punteggio dal primo all’ultimo minuto, un po’ per la superiorità nel pitturato (45-32 a rimbalzo), un po’ per le difficoltà dei cryptensi, per cui parlano le 20 palle perse e appena il 32% dal campo (22/68 al tiro). Numeri impietosi, che i nostri ragazzi dovranno esser bravi a dimenticare in fretta, mettendosi alle spalle una serata complessivamente difficile.
In effetti, neanche il tempo di prendere confidenza con il parquet e i ferri avversari, che Fiumicino è già scappata via, complice i 6 punti in fila di Grilli e una difesa sin troppo allegra, su cui c’è l’ombra di qualche disattenzione di troppo. Non a caso prima Allodi e poi Fanti sporcano praticamente subito i rispettivi tabellini, così come Martino, che da sotto fissa dopo appena 4’ minuti il 15-0 Fiumicino. Perciò una vera e propria partenza shock per i nostri ragazzi, che nel frattempo perdono Chiminello per infortunio (fastidio all’inguine), ritrovandosi in un amen davanti una montagna da scalare e senza uno dei giocatori di maggior esperienza. Senza mezza termini sembra l’avvio di un film horror, addolcito dalla tripla di Reali e dal time out di coach Busti. Un’interruzione quanto mai salvifica, anche perché, complice l’ingresso di capitan Brenda, il San Nilo una pezza ce la mette, trovando con il passare dei minuti un minimo di fiducia e fluidità in più. In effetti, nonostante i problemi difensivi restino, l’attacco cryptense inizia a girare, recuperando terreno minuto dopo minuto. Il merito è soprattutto di un super Oliva (19+11), che oltre alla solita presenza nel pitturato incide pure dalla lunga, firmando insieme a Permon il break che vale il -8 (21-13). Bonora nel frattempo prova a mischiare un po’ le carte in tavola (dentro Tebaldi, Marchetti e Diedhiou) ma una volta rotto il ghiaccio il San Nilo piace eccome, accorciando fino al -5 (26-21) della prima sirena. Oltre a Permon (12 ma 5/15 al tiro) prezioso anche il contributo di Spinosa, per cui il neo - ancora una volta - è rappresentato soltanto dai problemi di falli.

Nella seconda frazione, almeno in avvio, il copione è sostanzialmente analogo, con Fiumicino che si appoggia spesso ad Allodi e alle intuizioni di Moyer, mentre per i cryptensi il punto di riferimento resta Oliva, l’unico in grado di reggere il confronto a rimbalzo. Con il passare dei minuti, però, la qualità del nostro gioco un po’ si abbassa, con i padroni di casa che ne approfittano per trovare punti in contropiede, sfruttando al meglio le tante perse collezionate dai cryptensi. Errori pagati a caro prezzo dal San Nilo, che dopo un bel canestro di Brenda dal mezzo angolo si perde un po’, sprofondando di nuovo sul -13. Come anticipato è nelle troppe perse collezionate dagli ospiti una delle chiavi nell’allungo di Fiumicino, che dopo Babilodze cavalca anche Moyer, mentre il  36-23 lo fissa il layup di Fanti in contropiede. Vantaggio che Fiumicino manterrà sostanzialmente invariato fino alla pausa di metà gara, anche perché Fanti e Grilli continuano a rispondere presente, risolvendo anche attacchi non propriamente lucidissimi. Sul fronte opposto, invece, sono di Corvo e Permon le cose migliori, anche se sul 46-34 di metà gara un piccolo grande mattoncino lo porta in dote Villamaina, gettato coraggiosamente nella mischia a 3’ minuti dalla pausa lunga e subito dentro la partita, non fosse altro per 2 buoni recuperi e un fallo subito in ripartenza. Dopo i minuti di garbage time giocati contro la Virtus Roma nello scorso 01 Novembre, uno spezzone di partita vero per il nostro classe 2007, interpretato col senno di poi davvero nel migliore dei modi.

Ripresa che, almeno in avvio, sembra riprendere lo spartito del primo tempo, con Fiumicino a condurre le danze e il San Nilo ad inseguire, con fatica ma sempre in scia degli avversari. Impressione certificata dagli squilli di Oliva e Permon, ma dopo aver scollinato il +15 (canestro di Grilli per il 55-38) i padroni di casa non si voltano più indietro, infilando proprio nel corso di questa terza frazione il break che chiude definitivamente i conti. Del resto, eccezion fatta per un primo quarto da 21 punti realizzati, l’attacco del San Nilo continua a produrre poco (36 nei restanti 30’ minuti), con perse e cattive letture che caratterizzano gran parte delle offensive cryptensi, risolte spesso con una forzatura senza ritmo. Sul fronte opposto, invece, al di là del solito Allodi si accende anche Staffieri, che con 5 punti in fila trascina Fiumicino addirittura fino a +22 (60-38). Margine che i padroni di casa riusciranno a mantenere fino alla fine, complice un pizzico di scoramento fatto registrare dai nostri ragazzi. In effetti, al netto degli sforzi profusi da Brenda e compagni, il pallino del gioco resta saldamente nelle mani dei padroni di casa, mentre il San Nilo in questo frangente colleziona suo malgrado diversi errori, complice la serataccia al tiro di uno Spinosa comunque utilissimo (0/5 dalla lunga ma 4 recuperi e 6 assist) e le difficoltà evidenziate da un Ridolfi non al meglio (0/7 dal campo). A regalarci un po’ di luce, neanche a dirlo, la coppia Permon-Oliva, ma alla terza sirena la partita è virtualmente chiusa, con Fiumicino a +22 (68-46) e in totale controllo, anche perché dopo Diedhiou torna a segnare pure Moyer.

Per quel che concerne gli ultimi 10’ minuti poco altro da aggiungere: con un occhio già rivolto alla prossima fase e uno alla partita di settimana prossima sia Busti che Bonora allargano le rispettive rotazioni, provando a distribuire i minutaggi e tenere sotto controllo la situazione infortuni. Ciò che ne nasce è una partita non bellissima, in cui pure Fiumicino cala di intensità e nella qualità del gioco espresso, collezionando qua e là alcuni errori. Il San Nilo, però, sulla falsariga di seconda e terza frazione continua a faticare tantissimo in attacco, restando sotto quota 50 fino a 4’ minuti dal termine, quando un paio di recuperi di Spinosa permettono prima a Proietti e poi a Corvo di togliere finalmente il tappo dal canestro (78-53 con 3’30 da giocare). Lampi estemporanei che comunque non tolgono nulla al successo di Fiumicino, che sull’asse Martino-Babilodze arriva al +31 finale, mettendo il punto esclamativo su una sfida dominata senza troppi patemi. In casa San Nilo, invece, un paio di sorrisi li strappano Villamaina e Spinosa, ultimi a mollare a margine di una quarta frazione onestamente bruttina.
Del resto, col secondo posto già in cassaforte, pure Fiumicino ha iniziato a pensare al futuro con largo anticipo, preoccupandosi soltanto di prendersi una vittoria che la rilancia tra le pretendenti più serie al salto in B Nazionale. I nostri ragazzi, invece, a meno di un crollo di Cagliari (impegnata domani a Isernia) si giocherà la permanenza in questa serie B passando dalle sabbie mobili del gironcino salvezza. Un qualcosa cui non eravamo abituati ma a cui dovremo farci trovare pronti, a prescindere dal valore e dalle qualità delle formazioni di Marche e Abruzzo. Di questo, però, inizieremo a parlare tra una ventina di giorni, mentre nell’immediato futuro c’è la sfida casalinga contro Ferentino, in programma Sabato 10/02 alle 18.30 al PalaCoscia. Un match da cui necessariamente dovremo ripartire, anche perché - per fortuna - il nostro campionato resta lungo e ancora tutto da scrivere, nella speranza che insieme gli si possa regalare un finale da applausi. 
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